Bar sport il Foglio
Esordio bagnato con pareggio autunnale, un regalo per parte
Al baretto del Foglio si ricordava del Paraguay soltanto che non ha mai espresso un poeta degno di fama immortale, si ricordava però un portiere, Chilavert, e una invidiabile quasi autosufficienza nella produzione di grano. Da ieri non sarebbe giusto dimenticare la testata vincente di un difensore chiamato Alcaraz, che nella Suburra è già stato trasformato in Alcatraz. Ma soprattutto non ci si scorderà del portiere paraguaiano che ha regalato all’Italia il gol del pareggio. Leggi tutti gli articoli del Foglio sui Mondiali - Leggi il post di Cico - Leggi il post di Cerazade

Alla fine l’uno a uno è un risultato giusto e tipicamente autunnale, ha vinto la pioggia implacabile (ma la scusa della pioggia non regge, il tasso tecnico della partita è stato bassissimo causa gioco duro dei sudamericani corrisposto a dovere dagli italiani). Il nostro inviato a Città del Capo ha sintetizzato così via Twitter: “Volenterosa mediocrità”. Migliore in campo: l’allenatore del Paraguay immobile e cotonato come Pietro Longo del Psdi in una vecchia tribuna politica. Peggiore in campo: il ciuffo mesciato di Gilardino (senza nemmeno una goccia di sudore). Giocatori rimpianti durante il primo tempo: Bruno Conti (“purtroppo l’hanno soltanto intervistato prima della partita”); Evaristo Beccalossi (“non ve lo ricordate eh”); Alessandro Altobelli (“questa palla era per una rovesciata delle sue”, mentre Pepe lisciava indemoniato, tra una corsa e l’altra, a volte inutili). Recriminazione più faziosa: un rigore inesistente per spallata in area su Montolivo: “Rigore!”, “Un rigore così lo fischiano solo contro il Toro”, “o a calcetto”. Controversia intestina più rilevante: Sky o Rai? Vince il partito Sky (dopo aver estinto la colonia di piccioni stanziati sulla parabola del Foglio, ma si vocifera anche di un boicottaggio della dirigenza). La minoranza filo Rai reclama: “Ma come parlano questi [i telecronisti di Sky, ndr], mettete la Rai che c’è Bruno Pizzul”. “Con Pizzul non abbiamo vinto niente”, “però sapeva commentare”, “troppo lezioso, ore e ore a parlare di dettagli noisissimi”, “a me piaceva come declamava i tiri di Dino Baggio”.
Secondo tempo, con Daniele De Rossi che “ha preso cento palloni” – così Fabio Caressa di Sky, che chiama ancora Cannavaro Càn-na-va-ro, mentre un redattore chiede se Bergomi indossi il monociglio anche quando non è ripreso dalle telecamere – e ha messo quello giusto in rete (“Paraguay-Roma 1-1!”, s’ode dalla bassa società). Arrivano messaggi femminili su Pepe: “Figo, dove gioca?”, “Pepe è uno che spaventa il nemico”. Gioca solo l’Italia, il Paraguay picchia sperando nel pareggio, Camoranesi continua a ricambiare e rischia l’espulsione (“Totti sarebbe già stato espulso ma se avesse sputato nessuno se ne sarebbe accorto per via della pioggia”). Cresce inspiegabilmente l’entusiasmo del bar fogliante, si esulta per un traversone dal fondo confidando nei disimpegni stile Pasquale Bruno della difesa sudamericana. Il regalo del Paraguay è uno, come quello dell’Italia. Consolazione conclusiva (a pareggio raggiunto): “Questa Italia non merita la sconfitta”. Qualcuno mente: “Avrei firmato per il pari”. Appello redazionale umanitario, equo e solidale, via sms da lontano: “Ste trombe [le vuvuzelas, ndr] sono una violazione dei dirtitti dell’uomo”.
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